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Dialettali 18 novembre 2018 · lettura 3 min · 864 letture

Andò ijrremo a finì?

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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Passejanno a sera doppo cenatu me capita de passà sotto e fnestre de lu vicinatu ... Tra e persiane, a fir de luce, solu de o televisore s ‘ arsente a voce de piatti smossi che rumore pe lu restu tuttu tace. Gni tanto n’ome co a moje sta a litigà e ner battibeccu quarcunu abbozza e l’andru arcoje... Me pare che inturnu allu tavulinu nun ci sta più nisciunu nun ci stonno più e famije ma solu jente davanni a li televisori che se pija l’impicci de lu munnu senza più ascordà l’affari de casa che cionno che putacasu so dei famijari i cuscì detti nostri cari . Allò do rajone a chi dice che a jente nun sta più vene, se cunta de più a televisione che e persone. E lu penzieru m’aritorna a lu tempu passatu, quanno appena s’ambrunia a famja s’ardunava intornu allu tavulino e se ridia, s’ ascherzava che vorda ancò se litigava, lu fijiu monellu se punia mannannulu a lettu senza magnà . Ma quilli che de vellu ci stia e che se l’anzianu cia da parlà tutti lu stianu a scordà, perche li vecchi grazzie a l’età, de l’esperienza campiuni, sapiano agghiustà e fregne, e brutte situazzioni. Mo n’vece fra e persone ci sta lu biego mutismo, li cellulari, a televisione so più m’portanti de li sintimenti,... è lu triunfu de l’egoismo! Ma do’ vulemo arrià se sta benedetta umanità li sentiti valuri par che a tre sette se sta a jocà? traduzione- dove andremo a finire? la sera andando dopo cena a camminare, mi capita di passare sotto le finestre del vicinato. Tra le persiane, a fil di luce solo del televisore si sente la voce dei piatti smossi un piccolo rumore per il resto tutto tace. Ogni tanto un uomo con la moglie litica, e nel battibecco qualcuno abbozza e l’altro raccoglie. Mi sembra che intorno al tavolino non ci sia nessuno, non c’è la famiglia ma solo gente davanti i televisori a farsi l’impicci del mondo che più si guarda intorno, ne ascolta i problemi dei familiari i così detti i nostri cari. Ha ragione chi dice che la gente non sta bene se conta di più la televisione che le care persone! E il pensiero mi ritorna ai tempi passati, quando alla sera, all’imbrunire la famiglia unita era a cenare intorno al tavolino e si rideva, si scherzava, qualche volta si litigava e il figlio se monello a letto senza cena si mandava. Ma ciò che era bello era che se l’anziano parlava in silenzio si ascoltava, poiche l’anziano, dell’esperienza campione sapeva aggiustare ogni situazione. Ora invece fra le persone regna il bieco mutismo, i cellulari, la televisione sono più importanti dei sentimenti... è il trionfo dell’egoismo! Ma dove speriamo di arrivare se la nostra umanità i sacri valori par che a tre sette si sta a giocare?
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lor bella lirica S (carla composto)

Quanta verità in questi versi sf. Buona serata (Alberto De Matteis)

Sempre bello leggerti, un abbraccissimo (Silvia De Angelis)

pensieri condivisi appieno! purtroppo... (Paola Galli)

Commenti (3)

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carla composto18 novembre 2018

un tempo ci si riuniva intorno ad una tavola e si scambiavano le proprie abitudini i propri pensieri ora tutto é dispersivo davanti la televisione che ci tiene incollati ad un video come se fossimo soli significativa e bella questa lirica che il dialetto rende ancora più bella elogio

Alberto De Matteis18 novembre 2018

Dove andremo a finire... si domanda la brava e sensibile Autrice, che con dei particolari molto significativi entra in quel mondo di ricordi che molti di noi rimpiangono. La sera ci si riuniva tutti attorno alla tavola dove si poteva consumare un pasto frugale in allegria e tanta armonia. Altrettanto non si può dire oggi, poiché come osserva saggiamente l’autrice esiste solo egoismo ed individualismo. Tra le persone esiste un bieco mutismo e televisione e telefonini la fanno da padroni. Un componimento dal contenuto molto attuale e che fa tanto riflettere. Scritto da mano e cuore sensibili ed esperti.

Silvia De Angelis24 novembre 2018

Il ritmo della vita moderna, è complicato, e spesso le persone trascinano con sè problemi e scontentezze, rendendo acri i rapporti col loro prossimo. Poesia molto apprezzata