Masticator
Ora che i dadi sono tratti e le sette meraviglie degli abissi neri
sono scesi nei germinosi vivai della terza figliolanza, ora
noi parleremo tra i sicuri covi del tetto più alto, nei saloni d’Eternia
dove la sinergetica massa dei mali che là permette
forma deforme governa e s’inputta, là l’orrore rotolando della terra e del cielo
là la lampada che oscilla e vacilla nel brutto, il fluttuante divenente cosmico
non ente a massimo trionfo, a riscatto del vomito ricreato modulo del tempo
"Sia la carne - sia funzione dell’essere, troveremo soluzioni che annulla"
"Ciberemo pazza violenza, fiele berremo nelle forme dei teschi fonchi"
"Manderemo quantità ai quattro venti miscugliata di nostra volontà guerresca"
"Ripasseremo il volto a memoria sugli schermi scintilligrafici dei propri tronchi"
"La carne che non viene si cerchi alle radici di zeri polinomi,
l’amarissimo liquido felleo negli alveoli alveari secernenti alieni,
le quantità dai quattro venti, da ogni terra desolata mal concia,
l’impenetrabile nebbia del volto fermo dai volti turchesi degli odi"
Poi fagocitoso e ringhiottito nell’antro, pasticciò con le materie
sistemate sulle tavole rase dal bianco calore fremente
e fabbricò sette ermetici tappi che chiusero le sette provette
consegnate ai dragoni infamanti: " la lisciviazione dell’aromatico anello"
disse "sbocca ora voi ".
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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