Malinconia
paola marchi
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I crepuscoli appannati dai ricordi,
mi strangolano la gola
con i lacci della solitudine.
La fioca luce di una lampada,
violentata dai graffi
di un sudicio manto di polvere,
infiamma l’angoscia,
avvinghiata ai miei polmoni,
gonfi d’attesa.
Sento l’urlo del silenzio,
dissolto nei reni e parlo a lui,
come fosse un petulante fantasma,
annidato tra le pieghe di questa pergamena,
graffiata dall’inchiostro tremulo
delle mie parole al vento.
L’ultima voce che mi rimane,
come un rantolo fiacco,
che sa di sale salmastro.
Ora, la malinconia,
che mi soffia via, ha maggior coscienza
delle risorse, che invano, mi urlano dentro.
Ti aspetto!
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L'autore
paola marchi
Non sono poetessa, ne scrittrice, solamente una donna, che rubando tempo al tempo di una vita reale colma di numeri, obblighi fiscali e doveri morali, si immerge in un' oasi di tranquillità, nella quale esprime quella Paola, che Nessuno conosce e neppure per un attimo, immagina che possa essere Lei, veramente tale.
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