I sette sigilli
Il primo sigillo fu di zolfo e d’azoto ciascuno in due parti col quarto suono impappolato a sbafature tecnolosse di bolle sterminose di sapone in inibizione completa e astratta a riflettere il quarto colore della luce fantasmata nell’arco fuso e colato nell’ora maledetta delle vergini dell’anti fasce orarie del primo e del quarto quadrante
Il secondo sigillo fu cellulosa di bava di strega brama solidificata fusa versata nell’informatica stampa di catene alimentari d’anellidi di fattori teniosi nell’ora che l’avventuriero incontra la stroia seduta sulle grandi acque della bestia scarlatta che va in perdizione ossidosa e scomposto in fotosintetici piani sradicali feroci all’evoluto superamento del primo regno genomico
Il terzo sigillo fu di polvere negra calcinata in paralleli di fuoco nel tempo che le concentrazioni dei punti neri ghiottosi collassano in opposizioni martoriali in aree avvilenti atte ad estendere la penetrazione delle pieghe nelle piaghe di crotali insidianti le assenze piene di biomassa inerte scadente sottostante alla liquidità nera del sottosuolo che azzera metà opera fatta
Il quarto sigillo fu preparato con l’atranzina degli ingredienti a cui s’immise poli d’acume fosfati sfertilatori snicchie lotiche fosforoscenti irregimentazioni colpose in bare di cemenze in letti catalettici asfisianti i nutrienti lotti d’opere in pose in degne dilavamenti di nitrati di mandibole d’equinici deputatori warrechina e quintessenza d’antimonio impastato e sospeso nell’ora e nel giorno del padrone del liquido stridente al numero dei segni celesti in doppio quadrato
Il quinto sigillo fu un preparato di necton- placton con gli interfacciali a due a due d’elementi con aggiunta di virus rabico virulenze planetarie in sfoghi sfocianti i sarcastici cascami terrestri traccianti l’inviluppo alla curva funzionale all’apocalisse invisibile per la persistenza delle sacrileghe immagini spruzzate di sensibilizzazioni dinsfamanti tenniche
canoniche ab imis de profundis substrati nell’ora che la sciprigna salottiera in tetravalenze di lettere mute avvolta entra nell’acquario mucillaginesco lattescente a mummiare funerari i sfiabeschi molluschi srampanti
Il sesto sigillo fu la puzza aere acre della forma allotropica gialloverdastra infralita e sottratta in gloria a elettrolitici padellami etilenanti quattro volte coi floruri dei denti, spruzzi ascellari e inguinali che aprono uno sprazzo al cielo di tonde vocali uvate tre volte e ricombinate nell’ora bisbianca dei termici sistemi succhianti e sbucanti allo zenit del polo nei pressi della stella che ruota d’un poco ogni tanto
Il settimo sigillo fu di pesanti puri elementi arricchiti spaiati e sparati a masse di critici fisici mancamenti assommati a catena che danna a buio eterno o luce reale nell’ora che la nefasta temperanza ai folli urti di morte uraniana entra nel peso della bilancia a sublimare a guisa plutoniana ogni forma vivente posterizzata in aure condense
Quando io vidi questi fatti mancavano trecentoundici giorni all’avvento
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L'autore
paolo corinto tiberio
Prima, quand'ero piccolo acchiappavo l'aria con le manine poi le lucciole, poi le lucertole poi acchiappavo le nuvole; ed ora che sono cresciuto acchiappo i fantasmi da adulto
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