Povera Italia
Hariseldom
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Come corvi sulla diga del Liscione
stanno gli sciocchi a guida del Paese
altro non sanno fare se non gracchiare
e due corvi più grandi si sfidano nel banchetto.
E l’Italia dei geni e dei poeti
il Paese che tanto diede al mondo
rimane fuori da ogni logica
da ogni speranza di riscatto.
E gracchiano i corvi
si fanno belli
perché a gracchiare gli viene bene
a lavorare non hanno voglia.
Il Popolo stolto e folle
applaude chi banchetta alle loro spalle
e fan promesse e fan regali
e fanno ridere il mondo intero.
Corvi sulla diga del Liscione
beccano gli ultimi residui di civiltà
mentre crollano muri e intercapedini
e questa Italia finisce nel baratro.
E a ogni critica
a ogni furore
rispondono sempre quelli di prima.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano29 novembre 2018
Pur amando maggiormente le poesie che adottano una qualche forma metrica, ritengo che a quelle di potente denuncia sociale, di sdegno come questa, ben si addicano i versi liberi, perché l’inaccettabilità di una certa realtà, se non edulcorata attraverso la satira o la comicità, è più genuinamente espressa dal moto di ribellione che fuoriesce liberamente dall’animo. (Sono stato insegnante, alla scuola media, di un giovanotto che "banchetta alle spalle" di uno dei due "corvi più grandi", con almeno centomila euro all’anno di stipendio: a scuola si distingueva essenzialmente per le sue capacità di affabulazione, di far credere di sapere tutto anche quando, spesso, sapeva ben poco...)
