La solita storia?
È dunque questo l’uomo?
Una storia di guerra di fame
di indecenza?
di diritti acquisiti con violenza
e non per giustizia
o clemenza?
È la lotta il nostro solo motore,
la violenza il nostro unguento?
Se solo avessimo la vista chiara,
per vedere la natura comune
del nostro tormento,
l’uguaglianza della nostra sofferenza.
Ma siamo ciechi
in una grotta oscura
mentre l’entrata
è quasi chiusa.
Cosa è importante?
un mucchio di ciarpame accumulato,
un titolo acquisito
della carta colorata?
I moderni sono così antichi.
la storia si ripete
mentre il canto dei poeti si strozza,
e ciò che è grande,
scompare nella nebbia
di un sogno innocente
sotto il peso ridondante,
della solita storia.
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