Femmina stella
Francesco Falconetti
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Quella stella femmina mi guardò,
stupito (io) dal suo lucente sfolgorio
che pulsa traiettorie,
- compare e, di nuovo, scompare -
come un plotone d’esecuzione in perenne tenuta d’addio,
muta, nel suo bozzolo silente
ed i suoi sorrisi mai nati che
schivano lo sguardo,
fanciulla pùdica d’un tempo, ormai, inutile.
Così non osa guardarmi, né io lei,
sfavillando della sua solitudine,
mentre (ancora) scompare, discreta,
ai primi chiarori dell’alba,
quando il rossore del mattino cede all’azzurro,
tra mille promesse di te, piccola stella,
e l’eterno sorgere del sole.
©
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella ed apprezzata. sf (Alberto De Matteis)
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