"8 marzo"
e,
sei stata la mia donna per un mattino,
fresca, impalpabile, come un fiore appena colto,
avevi occhi di cerbiatta spaurita e fiera,
con il corpo facevi ombre cinesi sul muro
e più mi facevi impazzire come falena sulla fiamma, e
sei stata la mia donna per un attimo,
intenso, immemorabile, lunghissimo, infinito,
il tuo ricordo riaffiora ancor oggi vicino al mare
come appare e scompare sirena al re fuggiasco,
come ogni sera al tramonto va a dormire il sole,
come le stelle che rifulgono bellezza nel loro biancore, e
sei stata la mia donna per un secondo,
soave, lieve, imprevedibile, indimenticabile,
donandomi non il briciolo di una passione vera
ma il turbamento intenso che mi pervade ancora, e
sei stata la mia donna del desiderio,
quello che ti assale e ti sconvolge dentro,
che ti fa sudare le mani al sol pensiero,
che ti fa essere piccolo piccolo seppur grande,
che non ti fa pensare a nulla se non a lei
perche il domani non avra più un senso compiuto, e
ora sei il mio incubo vivente, il mio rimorso,
l’esserti stato accanto così fugacemente
mi fa dire oggi che è la tua festa la tua ricorrenza
che imbelle sono stato
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