Il mare e il suo guardiano
Pasquale Farallo
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Quando il cielo si fa scuro e spira forte il vento
diventa grosso il mare e fragorosa scoppia la tempesta
allora tu uomo, non puoi far a meno di osservare
la sua forza sovrumana e la misteriosa essenza
Nei suoi marosi ti ritrovasti spesso avviluppato
e la tua anima ne avvertì più volte lo spavento
perché in te è meno oscuro il vuoto che hai dentro
e ti fa meno orrore forse il saggiarne il fondo
Ma quante voci hai, tu mare? Quanti lamenti ti porti dietro
di mille e mille combattenti, schiavi o prodi marinai
che hai sconfitto e scaraventato negli abissi?
Perché da sempre contro l’uomo tu sei in guerra?
Eterna lotta è di coloro che han voluto conquistare
i tuoi tesori e i tuoi segreti, che da sempre hai tenuto stretti.
Tu con dovizia e un tocco d’avarizia li cedi piano piano
solo al tuo guardiano, solo a colui che t’ama e ti rispetta.
Ma in fondo, per quanto tenebroso e sconfinato sei
tu mare hai con l’uomo un identico fragile destino
perché tu sei la vita, il brodo primordiale
e l’uomo la tua muta e pura essenza
che ti attraversa guardandosi allo specchio
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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