Accoglier la morte
La tua mano poteva
riportarlo da lei
al nuovo incontro di innamorati
in due occhi di pianto
in un abbraccio autunnale
il suo baffo bianco d’annata
il bicchiere di vino favoloso
i ricordi, il balcone, le risate
e il ballo da clown,
il terreno fertile, il basilico
e la camminata movente,
i figli, i nipoti, la vita d’aurora
al risveglio nel tempo
quel giorno di settembre
l’ho visto arrivare morente.
Perché tutto abbia un senso
dalle la forza di madre
di sopportazione funesta
tutto questo... dolore immenso.
L’amico piangeva
lo guardavo afflitto, volevo
dirgli chissà cosa
un padre è una colonna
l’apice di un’altura
giusto, sbagliato, saggio
impudente è il punto d’appoggio
per non cadere nella paura
di un vuoto impietoso
di quelle lacrime affini
che ora scorrono forte
dall’anima aperta
di un pomeriggio fumoso.
La fine del respiro
lo fa partire per orizzonti
infiniti sul guscio di un’aquila
lui cacciatore di piccole cose
con le sue ali di vittoria
nell’azzurro di porte
al confine del mondo
senza più pianto
ad accoglier la morte.
©
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