I di' di Dicembre
Pio De Michelis
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Fiocca,
candida e mite la neve,
pacata, lenta vien giu',
e su tetti delle dimore
si posa.
La nebbia a salir comincia,
e trasparir non fa' il muto
orizzonte.
Tutto intorno tace,
e'profondo il buio,
queti i pini le loro fronde scotono,
ognun riposa nel caldo del
proprio giaciglio,
e le madri i pargoli richiamano,
che a mirar il bianco ciel
stanno, e che stupir si sanno.
Ahi bei attimi via volati,
la purezza del cor fanciullo!
Lungo il di',
a festa brilla la cittade,
e i natalizi lumi le affollate vie ornano;
serena la gente appare
che s'affretta a prender doni,
per le persone care.
La mia mente, questa vista, volar fa'
ai bei di' andati,
quanto anch'io avea qualcuna
a cui pensare, e che ricambiar ella sapea,
ma ora sol io sempre la sua
imago nel mio capo serbo,
e lei omai nelle braccia
di un altro cura prende.
Ahi, stanco e deluso mio cor,
com'e' dura questa vista lo so,
ma perderla non posso, anche se
il sofferir mal far ti sta',
ben guarderommi dal farmi schiavo
del padron Amore,
che' altra donna non ci sara',
suo è il mio cor,
e anche se calor da ella non riceve,
ragion non sente, e per Lei
palpita ancora.
©
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L'autore
Pio De Michelis
Al secolo Salvatore B. nasce nel 1989 a Caltanissetta, nel centro dell'assolata Sicilia. Attende agli studi tecnici presso l'Istituto Tecnico Industriale del suo paese natale e nel Marzo del 2011 consegue la laurea triennale in Ingegneria elettrica presso l'Universita' di Palermo. Accanito sostenitore dell'amore d'alt
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