La fonte dell’oblìo
Pasquale Farallo
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Il povero pastore Seleno
restò sveglio tutta la notte
per amor della sua Argira
ripercorrendo tutto il cammino
ma si alzò presto al mattino
con un palmo nella mano
e una scabrosa impronta
sull’ossuta fronte
che gli fece vedere il verso
così chiaro finalmente,
del suo perduto amore
A quell’avverso destino
egli restò calmo e disinvolto
ma in cuor suo era così sconvolto
che dalla diritta via
si portò a quell’oscuro bosco
ove morte lo colse di dolore
Inospitale fu la sponda
dove lento il fiume svolta
perché fu proprio lì
che la bionda Afrodite
lo volle trasformare in quelle onde
e ad Argira in una fonte
ma ancor si udivano i lamenti
per quel suo mal d’amore
e fu allora che la dea
gli concesse in quelle sponde
di dimenticare tutti i suoi dolori
Da quel momento in poi
chi si bagna in quelle onde,
le onde del fiume Seleno
o beve alla sua fonte
la fonte di Argira,
si abbandona all’oblìo
e più non sente
i dolori dell’amore
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima prosa (vinfra47)
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