Cattiveria e Fratellanza
Ausilia Giordano
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Non parla Amore
a chi lo spirto suo dissoda
per seminar e nutrire l’oppressione,
né canta il cuore
di chi in Cattiveria pone la sua ascendenza.
Né ali hanno i sogni
di chi non fa danzare la Speranza.
Bassezza alimenta viltà
e sol disprezzo e disdegno fan loro compagnia.
Infelice chi con lor vittoria vagheggia.
Il cuore puro cerca disciplina
per non smarrirsi
nelle intemperie della negligenza,
ben lungi si tien da rudi sentimenti,
sereno è il suo respiro e dolce il suo parlar.
Cattiveria nessun proficuo nutrimento
ha per i propri campi e arido sarà il suo prodotto.
L’infelicità sempre si accompagna
a chi di odio si alimenta
e chi trama ai danni della Fratellanza.
Felice è l’uomo che del misero ha cura
e se reca offesa alcuna è pronto al pentimento.
Pacato è l’uomo che rispetta l’avversario
e nella disputa usa Misericordia.
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Ausilia Giordano
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