La disfatta del Don
Pasquale Farallo
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L’ottava armata è appostata
sulle sponde del fiume Don
ma la catastrofe è imminente
mentre l’inverno è alle porte
e l’Armata Rossa sferra il suo attacco
Infuria la battaglia
ma pochi di quei prodi
torneranno indietro a raccontarla
a causa di un’orrenda guerra
che avvampò l’Europa intera
Folle fu chi per primo l’intraprese
e più folle chi ne seguì l’impresa
mentre i nostri soldati
dispersi nella steppa sconfinata
affondano stanchi i piedi nella neve
Tra il gelo siderale che non perdona
si compie l’orrenda disfatta
e comincia la drammatica ritirata...
Ognuno cerca di portare a casa
le povere ossa ormai congelate
Mentre il Don assiste muto
a questa grande ecatombe
e continua a defluire lento
scivolando placido nei suoi confini
come quando era Tanai il suo bel nome
E ancor oggi sorride cauto
malgrado l’immenso orrore che fu
ma in cuor suo spera sempre
di non veder mai più
cosparse le sue sponde
Di tanti corpi dilaniati
dell’una e dell’altra parte,
orrende mute spoglie di soldati
ove il rosso vermiglio scorre
del nostro sangue italiano!
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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