Quel 9 maggio 1848
Lucia Zappalà
80 poesie pubblicate
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Fu quel rapido tiro
molto preciso, dirompente,
a dettare la fine prima del tempo,
imporre a due martiri
un cammino di sola andata
fra zeffiri quieti, nubi primaverili,
verso abissi ignoti.
Fu una pena innominabile,
pianto senza conforto
per i compagni di Pederobba,
spettatori in disfacimento,
moribondi,
forse appena più fortunati.
Patrioti giunti sul Monfenera
per ribellarsi agli invasori.
Fu un colpo di fucile barbarico,
alternato a strepiti di buio,
silenzi di luce
che franse il cuore
senza clamore, solo dolore
rubando promesse, aspettative,
sciogliendo il domani.
Furono due Anime lampanti d’infinito
ad impigliarsi tra fronde di castagno.
S’assopirono soltanto
e destate sovente nel tempo
da chi non vuole dimenticare,
serbano ora in un obelisco
l’immortale sembianza.
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L'autore
Lucia Zappalà
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bello ricordare e tradurre in versi! Piaciuta! (SALVATORE Pintus)
brava! Emozionante lirica, un bacio (Stefana Pieretti)
Notevoli versi, apprezzati (Silvia De Angelis)
Bellissima, Lucia! un abbraccio. (Marinella Fois)
Commenti (2)
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Salvatore Pintus16 gennaio 2019
Suggestivo il modo di raccontare un’epica vicenda storica. Stile austero, ma ricco di spunti poetici e di immagini fortemente accattivanti. Piaciuta moltissimo.
Marinella Fois16 gennaio 2019
Immagini suggestive che raccontano di patrioti. Bellissima la chiusa!


