Thyssenkrupp
D'acciaio le carogne
squagliano vite a cottimo,
fabbricano morti punzonati
col nome profitto
In concorrenza di mercato
sono leghe speciali
di ossa e sangue
arricchite d'indifferenza
e temprate nell'urla d'agonia
Sono cavie sorteggiate
aspiranti prototipi
pregano l'esperimento per durare,
l'ambizione è metamorfosi
da una lamiera a pane
Thyssenkrupp
è un regno di zombie
governato da sciagure
ha nella lava il sole
e olio bollente a refrigerio,
esche sono le stelle dipinte
su funereo mantello
Stampa e TV
falchi a un clamore di
atomi ribelli alla chimica
e sfociati in pianto,
domani scriveranno di umani archiviati
e nei dettagli, di pacchi in legno
dal laboratorio a scaffali di cemento
Un'omelia sarà corda di sipario
sollievo all'indifferenza di iene
e occulterà il pane secco, alle lacrime
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Commenti (1)
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Rosano Laura18 dicembre 2007
che bella poesia.. sono di torino e giusto ieri sera passando proprio li davanti ho avuto un brivido perché le persone non possono morire in questo modo e una lacrime scende e un pensiero va alle famiglie che questo natale non sarà natale...