L’antico monnezzaro
Na’ vorta c’era er monnezzaro
cor caretto tirato dar somaro!
Ce avvisava cor fischio
e ce svotava er secchio!
Saliva de punta, scenneva de tacco,
co’ a’ monnezza dentro ar sacco!
Da n’pò quer ber servizio è finito
e pure er monnezzaro è sparito!
Mo’ semo noi a salì e scenne e’ scale,
co’ li rifiuti che peseno n’quitale!
Ciànno detto de metteli nei sacchetti
e poi infilalli dentro li cassonetti!
Ma passa quarcuno a portasseli via?
Macchè, restano lì e nessuno se li pja!
Er monnezzaro mai annava in avaria,
tutti li giorni li pjava e se li portava via!
Dicheno, a’ monnezza nun sapemo do’ buttalla,
così Roma Capitale è diventata na’ gran stalla!
Ciànno dato l’Oscar pe’ "A’ Granne Bellezza",
ciò daranno quello pe’ l’immensa monnezza?
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Troppo forteeee mi è piaciuta. Maria Vittoria (Maria Vittoria Spinoso)
Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli18 gennaio 2019
Purtroppo l’oscar pe’ l’immensa monnezza andrà condiviso con altre grandi città... Con versi gradevoli, che regalano anche un sorriso seppur amaro, l’autore ha condiviso una riflessione che riguarda tutti... nessuno escluso... Una triste realtà, che da Roma in giù, sta diventando una vergognosa barzelletta... Non riuscire a smaltire la spazzatura e convivere con cumuli di rifiuti è diventata una tragica consuetudine... e nessuno riesce a risolvere il problema... anzi... non si vuole risolvere... Testo molto apprezzato...
