Il Bucaneve
Gli alberi spogli, da brina imbiancati
privi di vita, gelidi ricordano
torridi amori ormai accantonati,
che certo pur col tempo già si scordano.
Riposa sotto il ghiaccio, abbandonato
lì, nel terreno ostile, e senza vita
quel seme di speranza già piantato
da queste mani stanche, oh luce ambita...
Troviamo nella vita tanti ostacoli,
e veri, alcuni, ed altri immaginati.
Ormai non riesco a credere ai miracoli,
ché dal destino bieco trascinati
non siamo mai padroni delle scelte.
Perseverare negli sforzi volti
a che le porte vengano divelte,
e questi stretti nodi siano sciolti,
è cosa vana. E più non lo farei.
Quel ghiaccio che ricopre sì impietoso
l’animo mio, indurisce. Sì, saprei
col tuo calore scioglierlo, non oso.
Ma vedo una fessura, e mi consolo
guardando dolce e timido spuntare
di bucaneve un candido bocciolo;
col suo apparire vuole ricordare
che vita vince sempre il freddo gelo,
che a nulla vale il pianto e disperare;
E mi commuovo, amore e sempre anelo
alle carezze languide e sì amare,
sì come il fiore al cielo si protende.
Avverto questa determinazione,
lo guardo e già una lacrima mi scende,
ed abbandono la rassegnazione,
E la creatura lattea sarà esempio
perché della mia vita non sia scempio.
©
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