Quante notti attraverseremo per dominare i nostri desideri?
E adesso sei fra desiderate spine
nutrendoti di gocce di purpureo sangue
là incatenato
non più schiavo della tua carne
Mi violento la mente ad ammettere il mezzo gaudio del mal comune
nel meravigliarmi di quanta intelligenza
ci può essere nella volontà dell’uomo
M’accorgo già in me quanto la sofferenza
quella vera non cerchi compagnia
ma vuole rimanere chiusa in sé
nella sua solitudine
lontano da occhi e orecchi indiscreti
Tutti possiamo dipingere a nostro piacimento
e per ambizione il quadro di un romanzo
inventando linee e forme senza talento
raccolte tra i rifiuti della vita
ma poi
quando guardano bene il proprio "capolavoro"
si vedono i colori fondersi sbavando dalla cornice
e l’idea pensata o le parole dette
si svuotano senza esser mai state
Ora
viaggiatore sei a me più caro nei ricordi di fiele e di tormento
avvolto nel buio della notte
non legato più alla catena che il desio rivalse trovare
nella tua più sofferta idea.
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L'autore
Cesare Moceo
Sono nato a Palermo il 29 settembre 1953 e nel mio passato c'è la cultura di uno studente che ha conseguito il diploma di maturità scientifica e che ha dovuto abbandonare gli studi per motivi economici e d'una sopraggiunta crisi esistenziale. Ho iniziato pertanto a lavorare nel settore della ristorazione ed oggi sono u
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