Il cuore vivo
Oggi di quel dolore, gigli nella terra.
Del tuo abbandono accecano gli scheletri.
Ogni prigione una fossa nella pioggia.
Raccontami ancora delle tue allegrie,
della quiete nei giardini d’Europa,
dove si spaziava dal mare alle praterie.
Quando con un libro il sonno era lieve
e non sapevi di leggere la fine
nei volti magri scolpiti dal gelo.
Il male pietrifica le strade di fango.
Conta tutti i corpi in fila per il pane!
Ammucchia abiti, sudari di morte.
Adesso senti ogni ferita e tremi confuso.
Scopri che il disprezzo morde nel profondo,
mentre l’odio striscia sull’ultima neve.
Non hai ali per scappare da questi lager!
Ma il cuore vivo nella tormenta
spargerà i semi della memoria.
Crederanno tutti alle stanze nere,
alle ombre di un cielo cenerino
negli abissi di un mattino.
©
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