Ritorno
Scandagli il tuo avere
ventagli il tuo vivere
e rimani tra visioni ellittiche.
Alla sera raccogli fatui cimeli
e la pelle dell’anima
si dischiude in ferite.
Sciogli i tuoi sogni
nell’ara violacea
e resti nel fiume di sabbia
senza guardare oltre il tuo nome.
Ma se ti apri ad un ascolto,
conoscerai le note
che fisseranno i tuoi silenzi
e sviliranno graffianti suoni.
Sentirai l’ombra di una Croce
che ti copre provvida,
lasciando un suo lembo
nelle radici del tuo abisso.
Potrai seguirla con la tua carne franta,
e ti sentirai già purificato
e avrai il respiro del figliol prodigo
sulla buia strada del ritorno,
che una stella supernova
presto,
aspergerà a giorno.
©
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