Nero come l’ira
Lucia Zappalà
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Sgorga il suo zampillo
in movimento costante,
insopportabile e scuro
tra le tempie fino al cuore.
S’è fatta pece col grido crudele;
niente più quiete o pace.
Tutt’intorno tentacoli di fango
a contare girasoli inghiottiti
dalla terribile ombra.
Non si ferma, non ristagna.
Demolisce la luce
in ogni istante.
Nessuna voce parla,
non sa spiegare questo male;
ne cura le ferite a malapena.
Solo urla nell’aria.
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L'autore
Lucia Zappalà
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ah, che bella. Intrigante. (SALVATORE Pintus)
Commenti (1)
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Salvatore Pintus12 febbraio 2019
Ritmo incalzante d’una poesia intrisa d’amarezza e di rabbia. Complimenti Lucia

