L’inquietudine dei giorni
Pasquale Farallo
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Non voglio più sentire il suono
del tronfio calabrone in volo
quando entra lieve e incauto
Nella mia stanzetta spoglia
questo cuore pulsa a vuoto
nell’inquietudine dei giorni
Di chi per primo in mare aperto
dà voce al marinaio stanco
che incessante muove i remi
Nella sua barchetta al largo
senza mai trovar la fonda
un misero scoglio o sponda
Dove s’infranga l’onda
e lento muoia il giorno,
per riposar le membra
Ed acquetar infine il moto
del cuore suo che batte forte
nel petto, all’impazzata
Una fine annunciata
che ha visto da vicino
e per un soffio ha poi scampata
©
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
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