Fa’ pur capolino

E ancor preme tra le nubi l’aurora,
tra quei nembi il pio rosa un po’ sfora,
è acquarello in quel ciel prima greve
che sapeva d’inverno e di neve.
E cotanta speranza dirama
che infiocchetta quel ciel simil- lana
scompigliando nel diafano tetto
in batuffoli soffici e ovatta.
Celia un raggio col far capolino
arretra cirro e a lui fa’ l’inchino.
Spinge, squarcia e cumuli sbaraglia,
vince il sol la sua eterna battaglia!
Quel tepor è promessa che a breve
pur la terra e sino l’aria riceve.
Sfiora il raggio con la sua apparizione
tosto torna quel grigio... era mera illusione.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti vivi’ piaciuta b. giornata (emiliapoesie39)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
