Cronaca di un incubo

Incalzano sinuosi e molesti pensieri
conducendo su impervi e angusti sentieri...
ricopre di gelo un ingiallito sudario
in ardite salite simili a calvario.
Arranca solingo e con incerto passo
ramingo con saio e cilicio addosso,
serra le carni, uncina e strazia,
quell’ego d’ambascia vieppiù si sazia.
Biechi volteggi di arpie nel cielo,
artigli e rostri per ghermire il volo
di candide colombe dalle ali leggere,
di sereno e pace miti messaggere.
Orda di iene si cela in un nembo
piovono bave ghignanti dall’etereo grembo
sussulta un respiro e in gola strozza,
nel sonno il bene contro l’odio cozza.
Desta un singulto e bagna il cuscino
mettendo fine all’impervio cammino,
trema ancor l’animo intriso d’emozione
cantilena nenia per scacciar tensione.
©
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti..b. giornata (emiliapoesie39)
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