Dio dei miraggi
Tutti hanno ragione
da ogni finestra si vede qualcosa
alberi e monti distanti
pensieri diversi, emozioni
che han voce di madri,
una luna corrosa
dai mutamenti creativi
lontani dai dogma assoluti
inutili stemmi e palliativi
nell’uragano di abusi
televisivi, tratte di oscene
nuvole nere nell’odio del grembo
alla luce di occhi che ostentano
idee sbagliate dal principio umano
di orride bugie ululate.
Tutti hanno ragione
di dire la loro
van messe insieme tante parole
setacciate come farina grezza
nel pentolone di buone intenzioni
se fossero tutte vere
le candide voglie dopo una carezza.
Da ogni finestra si vede qualcosa
un pezzo di terra, e un pezzo di storia
i filosofi non son santi
e i santi sono solo
uomini saggi
oggi son secoli che abbiamo
alle spalle di molte obiezioni
conquiste di imperi
caduti nel niente
di catastrofiche guerre
nei luoghi di querce
e di faggi.
Guarda più in là
dell’anima tua
ed io dell’anima mia
sapremo di tante finestre
comprenderne un giorno
l’unica luce che sempre
viva d’immenso splendore
vedremo con gli stessi occhi
e al banchetto del pane e del vino
ci saran lunghe feste
si faran fraterne feste.
Il sogno è proteso
nell’alto di un cielo
chiaro, brillante ancor più vero
dell’uomo geniale
e onesto mai arreso
facente parte del mosaico
del Dio dei miraggi
collezionista di viaggi
infinito e ritorno
se l’avessi visto l’amico
degli anni caduti
dal monte dei violini
assordanti e fieri
nei lunghi ricordi di ieri.
Tutti hanno ragione
da ogni finestra si vede qualcosa.
©
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