Scroscia la pioggia
Ho coltivato solitudine
senza rimorsi, ora con
le mani l’affondo nella
tua carne.
Le dita seguono
il battito in attesa di
indicazioni.
Insegnano all’ansia
il tremore,
penetrano le paure
frantumando il pudore
dell’invisibile imbroglio,
battito dopo battito
la coscienza dell’abbandono.
Rotolano i ciottoli nell’alveo.
Scroscia la pioggia.
©
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