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Sociale 26 marzo 2019 · lettura 1 min · 551 letture

Guerre

Miriam Badiani 45 poesie pubblicate
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Tra milioni di morti senza croce prive di volto e di orme sulla sabbia si trascina il destino dell’umano. Vite calpestate, arse, profanate, in guerre che percepiamo in frammenti come segreti opachi e clandestini. Come possono le onde del mare modulare il canto lieto dei venti in un mondo che affonda negli abissi? E indifferente il sole risplendere illuminando i fiori in primavera o i campi devastati dall’orrore? L’oscenità del contrasto divampa ed è dolore incommensurabile, vuoto vertiginoso della mente. Nell’urlo senza voce dello sguardo di un bambino tra i più dimenticati si scioglie il canto del nostro abbandono. Orfano senza più radici e patria, piccola luce nascosta nel fango, sotto un arco di stelle silenziose. Il suo lamento è una croce di sangue, il suo grido è l’eco di moltitudini, speranza di una quiete momentanea. Nelle perdute stanze della storia che intessono ferocia e amore, sogno una pace che riscatti il cielo.
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Commenti (2)

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Gianna Occhipinti26 marzo 2019

"La violenza e la guerra hanno il linguaggio della morte, ma è possibile seguire strade diverse, possiamo imparare a percorrere le vie della pace" Un pensiero di papa Francesco che ho voluto condividere, in questo contesto ... Per fortuna c’è chi è disposto sempre a sognare, a credere che la pace sia possibile. Bellissima poesia che ho letto con particolare attenzione. Questa poetessa ha certamente il dono della parola, riesce sempre ad emozionarmi, a commuovermi. Grazie

Nella storia ci sono stati svariati casi in cui civiltà più evolute sono state attaccate da civiltà meno evolute, si guardi per esempio i cretesi, i sumeri, le civiltà di Mohenjo Daro e Harappa, la società della Vecchia Europa; tutti focolai ancestrali di cultura depredati ed eliminati dai pastori barbari delle steppe (indoeuropei), i quali si fondevano con varie etnie, dando vita a nuovi popoli. Questo scenario ci fa capire che chi è più incline alla cultura è poco interessato alla guerra, al contrario di chi, invece, ne è scevro e ha come obiettivo la sottomissione degli altri. Occorre più cultura, occorre una società in cui il denaro sia visto non come fine ma come mezzo per dare vita a una realtà priva di bestie senza discernimento