LA PRIMAVERA DEL "44" (l’orrore)
La stagione delle croci e della follia
pareva finire sui campi dei papaveri,
lungo le strade lastricate dai ruderi cadenti
di genti lorde di stracci e di stenti.
Avevano sognato quel sole di primavera,
libero dal giogo del fiato straniero,
finalmente scevri di un artiglio sul cuore
con l’anima oppressa dai passi pesanti.
Andavano incontro sicuri e contenti,
come fossero angeli liberatori del mondo,
senza specchiarsi in un riso beffardo
pronti a ghermire le prede di un premio.
Legioni berbere ammantate di orrore
mai sazie del sangue di un’atroce delirio,
come grifoni famelici intrisi di fiele
sui corpi inermi di misere donne.
Violenze inaudite sui corpi straziati,
crocefisse e violate nella carne e nell’anima,
incuranti dell’urlo che lacerava il cielo,
uomini oscuri dal riso inumano.
Dovevano avere bandiere di pace
di un popolo libero dagli artigli sovrani,
mentre spartivano il premio di un’infima guerra,
chini sul desco condito di pianto.
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L'autore
gianni manca
sono nato e vivo a Nuoro nel cuore della Sardegna scrivo da quando ero un ragazzino ma sono rimasto un dilettante,è una mia grande passione mettere sulla carta le mie emozioni,è l'unico mezzo per poterle esternare,spero di poter trasmettere in chi mi legge le stesse cose che io provo nello scriverle.
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