Sovrana senza regno è la superbia
Lucia Zappalà
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Va per le strade con passo elegante,
d’una beltà che scintilla.
Osserva senza occhi
ed ha una sola meta nel cammino:
offende il prossimo o lo disprezza.
In verità teme
che qualcuno possa essere migliore
e le sue pupille possano vedere
qualità tanto maggiori.
Vittima d’autostima esagerata,
si crede stella o regina,
ma è sovrana senza regno la superbia.
Così insolente ed irritante;
la più seccante tra le belle signore
che si dà arie e si lamenta
senza mai l’intenzione di pentirsi.
E se ne torna a casa,
vestita di boria e vanità
con un foulard viola a tenere stretta
la corona immaginaria
ed un ventaglio di seta a tener acceso
il proprio sfavillio.
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Lucia Zappalà
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Commenti (1)
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Stefana Pieretti16 aprile 2019
bella e vera poesia scritta mirabilmente in ogni verso molto apprezzata con elogi!

