Quell’andar a ritroso

Pari a lembo di cielo in giardino
già fiorito il turchese plumbago,
così desta il ricordo bambino
e quanto turba celeste l’imago.
Quanto freme in rovello l’inconscio
nell’andar ostinato a ritroso
quando il ciel era ancor rigoglioso
e quel rimpianto ossessivo rincresce.
.
Ed allor pari ameno baluardo
traspariva ancor prima che in viso
nel tuo sguardo tanto franco sorriso
che smorzò sul glaciale traguardo.
Nel rifugio ancestrale dei sogni
il ricordo trova culla nel bisogno
ma in una lacrima appesa a quel ciglio
cuore annega in quel fio senza appiglio.
Così ho perso in avverso destino
in ingrato e malevolo giorno
il faro che indica e rischiara cammino
chiazzando di oscura melanconia intorno.
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L'autore
Vivì
Cos’è una poesia se non un fiume di emozioni che sgorga dall’anima di chi la scrive e si riversa come una carezza nella mente di chi legge? Comporre versi su versi ispirati da un suono, il ticchettio della pioggia o il richiamo di un implume nel suo nido... il pianto o il sorriso di un bambino o quello di un perfetto
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sempre bello leggerti, un forte abbraccio cara (Silvia De Angelis)
una bellissima composizione poetica (Francesco Rossi)
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Commenti (1)
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Silvia De Angelis15 aprile 2019
Una speciale musicalità poetica, in questi magnifici versi legati ad un ricordo antico, che si rispecchia ancora nel mondo dei sogni Poesia molto apprezzata

