Er significato de ossimoro

Ve spiego, testuarmente, che vor dì:
“Retorica figura, contrapposta...
er folle- acuto( nun se po’ sentì)
pe’ renne molla ‘na parola tosta.
Pe’ li Francesi, spiega la Treccani,
paradossismo, overo, ossimoro,
è contro- idea come l’arto- piani...
è uno spott... più sudo e più odoro!
Se dice: convergenze- parallele,
pe’ definì in politica l’inciucio.
ghiaccio- bollente è modo crudele...
pe’ di’ friggidamente io te brucio!
Invece, un illustre- sconosciuto
è un pezzente che cerca la fama.
La lucida- follia, è risaputo,
è un matto- savio intento a giocà a dama.
Se dico, invece, un morto- vivente,
te lascio intenne uno smidollato.
Poi quanno er silenzio è eloquente...
è mejo de un discorzo preparato.
Sor Dante, disse, la vergine- madre
pe’ indicà figura de purezza.
Milan Cundera, in un gioco a squadre,
esarta la leggera pesantezza!
Spieganno l’ossimoro in cucina,
è facile e renne già l’idea,
un ovo nato inzieme a la gallina
è ‘no zunami co’ bassa marea.
Se dico melanzane, parmiggiana,
un ossimoro è...falle grijate,
sebbene la frittura nun sia sana
nun famo innovazzioni esaggerate!!
Un ossimoro è l’Amatriciana
agonizzante drent’ar parmiggiano
e la mortazza (resa un po’ più sana)
se è de pollo magro e nostrano!
Un ossimoro è la mia poesia
perché è un ignorante- informazzione...
lègge Trilù, è dorce- agonia...
è un vuoto- pregno de ispirazzione!”
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Molto interessante ed originale sf. b serata (Alberto De Matteis)
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