Città aperta
E’ una sera d’estate, le stelle brillano
nel firmamento, mentre l’orologio del
campanile scandisce il tempo col suo
ticchettio.
L’aurora è sorta ad oriente, e illumina
la città che si è svegliata dal sonno
della notte.
Col risplendere del sole, le commesse
hanno aperto i negozi e preso i loro
posti, mentre la città ha ripreso il suo
ritmo quotidiano.
Un vociferare di voci s’ode per le strade
e nelle piazze, e nessuno s’accorge tra
sospiri e affanni, ciò che accade tra le
persone che fanno fatica ad arrivare
alla fine mese.
Tu città aperta, sei lo specchio dei cittadini,
offrì ristoro hai diseredati, e accogli a braccia
aperte i profughi e i senzatetto che fuggono
dalla guerra e dalla miseria.
Vorresti vederli tutti felici, ma la felicità è un
sogno, e i sogni i più delle volte rimangono
nel cassetto.
©
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