160 lettori online · 358.214 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Introspezione
Introspezione 15 maggio 2019 · lettura 1 min · 1552 letture

De senectute

P
Pasquale Vulcano 322 poesie pubblicate
+ Segui
Il freddo inverno i rami spogli avvolge; li ricopre di gelo e pur di brina che il sole ancor non scioglie la mattina e l’occhio stanco il vecchio là rivolge. Fioca è la luce attorno e il suo pensiero rincorre indietro i giorni già passati, quando i suoi piedi agili e allenati con balzi percorrevano il sentiero. Ora ha le gambe rigide e pesanti e incede il passo stanco, incerto e lento; nel petto il cuore geme in un lamento ché melodie ha già scordato e canti! Sul tardi imbocca, solo, quel viale e per la strada incrocia tanta gente che l’urta e scappa come fosse niente; un’ombra eterea pare e ciò fa male! Fermar vorrebbe ognuno e dire allora: --Attento al tempo, presto ti divora! Non c’è pietà per chi non tiene conto, che subito s’avvia verso il tramonto-
♥ 3 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
P
L'autore
Pasquale Vulcano
Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


Agili endecasillabi e versi partecipati! (SALVATORE Pintus)

Perfezione di stile e contenuto sf. B serata (Alberto De Matteis)

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Alberto De Matteis15 maggio 2019

Già il titolo che ricorda il "Cato maior de senectute" di Cicerone è emblematico di questo significativo componimento scorrevole e ben costruito che parla della vecchiezza con le relative conseguenze. Senectus ipsa est morbus... la vecchiaia di per se stessa è una malattia, sentenziava Terenzio e Pasquale Vulcano sembra mettere in luce questo, attraverso delle immagini e delle metafore veramente toccanti. Fioca è la luce attorno, egli dice, ora ha le gambe rigide e pesanti, il passo stanco, incerto e lento e il cuore geme ormai in un lamento. Quello che più fa male è che la gente lo incrocia e lo urta come fosse un niente. La poesia termina con due versi che dovrebbero far riflettere. Piaciuta ed apprezzata per forma e contenuto.