Vivere e morire da servo
Chi è intrinsecamente servo
è attecchito
in un torbido limbo,
in un fetido brodo di coltura,
nel quale la banalità del male
scolora le vie del bene
e le nasconde
al suo cieco sguardo.
Chi è servo dentro
si specchia nell’altro
per guadagnare pezzi
di quell’immagine sfocata di sé
che il padrone di turno gli consente.
Vive nel presente,
perché il futuro non gli appartiene.
Si nutre dei pensieri altrui
per costruire una storia non sua,
una storia subita,
che lo appaga.
Chi è d’indole servo
non giunge a ricomporre
il mosaico reale dei fatti accadutigli,
preda inconsapevole,
mascherata da leone;
parassita vorace insieme ai tanti attori,
comparse o spettatori laudanti
di una tragedia infinita
scritta da altri,
ma da loro agita
nella arsa terra di mafia.
©
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L'autore
Maria Antonietta Sansalone
Biografia dell’autore. Maria Antonietta Sansalone è nata e vissuta a Partinico ( Palermo) . E’ una docente formatrice in pensione, ha vissuto con passione una variegata tipologia di esperienze lavorative e socio-culturali (E' stata per un periodo anche Assessore del Comune di Partinico). Ha iniziato La sua carriera la
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