Quale profumo
Quale profumo
Sapeva la tua essenza
di biscotto ancora caldo
e tu eri ignara,
credevi di essere
-una pietra del fiume-
una di centomila
che non si guarda
e non si conosce.
Il privilegiato che ti incontrò
il primo giorno
mai ti conobbe
se non quando
-passati gli anni-
rovistò nella mente
-quanto disordine -
e ti ritrovò
e sentì ancora il profumo
di un biscotto
appena sfornato
lontano ma vivo
e presente come i sogni
di quando era bambino
e si doleva
per la non consapevolezza
la non compassione
nel senso di condividere
amorevolmente
qualcosa che sapeva di buono.
-Sai di biscotto caldo-
avrebbe dovuto dire
al momento opportuno
ma lei era scomparsa
chissà dove
pensando di essere
una delle centomila
-pietre del fiume-
che a pensarci bene,
potevano essere
anche un milione.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Ho letto con gran piacere. (Francesco Rossi)
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