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Amicizia 21 maggio 2019 · lettura 2 min · 976 letture

L’uomo dei boschi

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Renzo Bartoloni 2 poesie pubblicate
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Sono forti come tenaglie le mie mani e l’ascia mi è leggera. Io sono l’uomo dei boschi, vipere e serpi mi temono e mangio pane e cipolle riparato dalla tramontana dietro il tronco di un faggio. Mi nascondo da briganti e gendarmi perché io parlo poco, maneggio ascia e coltello ma la lingua è secca senza un bicchiere di vino. Non ho nessuno, tutti coloro che mi conoscevano sono sepolti e io non mi dolgo, cammino dritto sul sentiero del bosco e vado avanti e conosco dove si celano gelose le trincee della guerra e saluto uno ad uno coloro che ancora giacciono sotto queste torbe di faggi disfatti e galestri prosciugati dal sole. Tedeschi o altro a me non interessa sono morti e non fanno del male non più. Salgo con passi pesanti verso i pascoli alti e non mi lamento. Colei che aveva accolto la mia rude energia sulla sua carne bianca di vitella, mi lasciò per la città e io raduno le dieci vacche che a queste altezze sopra il livello del mare parlano d’erba coi caprioli. Sono l’uomo che passa anche oggi e ieri e domani ancora, se voi ci sarete, attraverso talvolta questo minimo bosco che io piantai un giorno con le mie mani che restano forti come tenaglie.
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Lino, uomo dei boschi Pulicciano, gennaio 2018

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