Blowin’in the wind Dylan cantava
C’era un’ombra davanti ai tuoi occhi,
un’ombra che ti tratteneva le lacrime.
Blowin’ in the wind, Dylan cantava,
ma non c’era vento quella notte a Milano
e nemmeno quelle risposte da sempre cercate.
C’era solo la nostra storia,
raccontata a metà tra sguardi e parole,
recitata da una poesia senza finale,
annegata in quei bicchieri di rum e Coca.
Danzava tra i tavoli la poetessa dei Navigli
in libera uscita dal manicomio.
Milano ubriaca di lotte non riusciva a dormire
e tu non perdonavi il mio silenzio.
Puzza di fumo incollata ai vetri,
sorrideva Angela Davis dentro la foto alla parete,
mentre novembre ci spiava dalla finestra
felice del suo autunno freddo e arrugginito
che faceva sanguinare la mano della sinistra ferita
insieme ai sorrisi di Fausto e Iaio,
insieme alla rabbia graffiata sui muri.
Quella notte a Milano non soffiava il vento
e tu attendevi una risposta che io non avevo.
C’era un’ombra davanti ai tuoi occhi,
un’ombra che nascondeva una bandiera rossa,
un’ombra che si è sciolta in lacrime
unendo a pugno le nostre mani
e intanto Blowin’ in the wind Dylan cantava.
©
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