Il castello di sabbia

Da quel momento magico e incantato
del nostro incontro, ho preso a conservare
in tasca, in ogni giorno che è passato,
un po’ di sabbia presa da quel mare
sulla cui spiaggia solevamo andare.
Ricordo che un gabbiano incuriosito
ci camminava accanto, a zampettare
in modo tanto buffo ed impettito.
Che sogno, Bucaneve, ormai svanito.
Si navigava un mare d’incertezza,
per vela un desiderio mai sopito,
tra un bacio, una promessa, una carezza;
momenti di infinita tenerezza.
Con quella sabbia che ho raccolto in mano
ho eretto sulla spiaggia una fortezza,
mettendo insieme grano dopo grano
con dedizione e amore... e piano piano
svettava verso il cielo, prepotente,
sfidando il vento e il sole meridiano,
e gli invidiosi sguardi della gente.
Quel sole che si tuffa ormai a ponente
cedendo a luna il passo, sua sorella;
il mare ingrossa e cerca inutilmente
d’attrarre l’attenzione della bella.
Un’ onda di risacca trotterella
all’incontrario sulla costruzione,
ed è bastata quella spintarella
tremenda come il vento di tifone,
a rovinare il sogno dall’ arcione.
È stolto, come in tanti hanno cantato,
chi sulla sabbia edifica passione
e chi sul nulla tutto ha riposato.
©
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Sempre piacevole leggere i tuoi versi poetici gran (Elisa Mascia)
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