La mia mano

Ti porgerò la mia mano
quella che febbrile
profuma di rosa,
quella che odora
di spine e passi,
che incornicia il tuo volto
nelle notti di luna nuova.
Ti porgerò la mia mano
perché quello so fare
nei giorni di diniego
quando calpesti la tua ombra
nelle ore senza nubi.
Ti porgerò la mia mano
perché tu accucci la tua guancia
come bimba schiva,
tu e il tuo piccolo infinito
nel segreto fatto carne.
Il tuo profilo nelle mie dita
come il premio più ambito
come il dono più ricco
per questo povero uomo
che sa amare di petali e grano
nell’estate ancor generosa
e giovane.
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella e apprezzata! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Antonella Luna24 giugno 2019
Saper amare di petali e grano... meraviglia gioiosa.

