Uomo

Marinella Fois nasce a Portoscuso (CA) il 25/08/1943 e risiede a Sestu(CA). Ama la vita, i suoi colori, i suoi profumi . Si definisce “gabbiano solitario”, scrive i percorsi della vita con la penna del cuore. Scrive poesie, racconti, lettere. Ama il teatro, per il quale ha scritto una piccola sceneggiatura in diale
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Attimo di riflessione che si fa poesia. (Salvatore Pintus)
Versi intensi, e speciali, apprezzati (Silvia De Angelis)
Meravigliosa e profonda poesia✨🌹✨ Un Abbraccio (Danilo Tropeano)
Condiviso richiamo! Complimenti Marinella! (Giovanni Ghione)
brava Marinella un abbraccio! (Stefana Pieretti)
È una riflessione profonda... S. (Sara Acireale)
complimenti Marinella (Giuseppe Mauro Maschiella)
Bellissima Marinella... complimenti amica poetessa (Daniela Dessì)
Mery complimenti! Un abbraccio (Rosanna Peruzzi)
Commenti (7)
L’autrice riflette e racconta in versi una vicenda che, nel periodo finisce per essere paradigmatica di tante altre storie. Ruvidezza di contenuto che sottolinea una accusa forte. Apprezzata la partecipazione emotiva.
Si pongono in conflittualità istinto, ragione e cuore intrisi d’un passato ove forse la più potente forza dell’universo è venuta a mancare ... l’Amore! Ciò mi ha trasmesso tale meravigliosa lirica, pur se ho forviato il messaggio evocato dall’autrice, ma la poesia è magia ed ogni chiave di lettura è quella giusta. Apprezzatissima.
"turbamenti riflessi intaccano il cuore " profonda riflessione in questo verso pietra angolare di questa meditata lirica!
forte il contenuto l’autrice con versi schietti graffia la riflessione del lettore scritto molto bene, come sempre .Elogi di cuore!
Ogni bambino che nasce è sempre puro è innocente, soltanto nel corso della sua vita (tramite il cattivo esempio) può diventare cattivo, peggio delle bestie feroci (con tutto il rispetto per le bestie). Forse ha ragione Rousseau col "Mito del buon selvaggio". Il negativo influsso della società su un uomo può portare a conseguenze deleterie. Questa è la mia interpretazione della lirica che mi ha fatto tanto riflettere.
Lirica bella e profonda che induce a riflettere. In fondo siamo tutti innocenti, perché il marciume dei condizionamenti ci è stato imposto sin dalla nascita, dalla famiglia conformata alla società in cui si nasce e si vive, con religioni imposte che dettano regole assurde, con regole assurde imposte dalla società stessa, con tanti maltrattamenti, soprusi subiti, anche psichici, che ci portano in età adulta ad essere cattivi, ma innocenti.
Un amore che non fiorisce e lascia solo la ruvidezza e l’insensibilità di chi non sa cogliere le occasioni. Rimane il vuoto ed i giorni spesi male, quando tutto avrebbe potuto avere il sapore ed i colori dell’amore.







