Magliette colorate
Mi sono svegliato triste.
Una lacrima indugia indecisa sul bordo della palpebra.
Vorrebbe rientrare, ma proprio non ce la fa,
vorrebbe scivolare lentamente, per poi accelerare,
lungo la superficie piena di bozzi e avvallamenti del viso.
Non ci riesce, e mentre sta lì, rimuginando sul perché,
eccola disgregarsi e spandersi nell’occhio.
E finalmente,
inondando i riflessi in cui si specchiano i corpi galleggianti,
capisce.
Magliette colorate ondeggiano sull’acqua,
coprono vite giovani, giovanissime,
strappate a decine, centinaia
dalla loro terra, fuggono dal mostro.
Il mostro assetato di sangue e affamato di guerra.
E fuggono dal volto più oscuro e maligno della specie umana
che sa essere più mostruoso del mostro,
cercando complesse speranze di vita.
Vite galleggianti,
soffocate dall’acqua salata dello stesso mare
dove d’estate facciamo il pieno di gioia e d’allegria
bagnandoci felici e ignari tra mille magliette colorate.
©
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