La triste storia di Gammazita
Vi narrerò la storia d’una bella
fanciulla catanese: Gammazita
che per la sua virtù diede la vita,
morendo intonsa e pura, da pulcella.
Correva quasi quel milletrecento,
quel tempo tanto oscuro, sì crudele;
il vivere difficile, cruento.
Ed ecco il fato tessere le tele.
Si può morire per restar fedele?
Che sia il supremo atto dell’amore
o che l’insana spinta sia l’onore,
comunque un’esistenza si cancella.
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Ed egli è quel destino; e si arrovella,
attratto dalla sua beltà infinita,
e brama e trama; è stretta fra le dita:
il piano lentamente si incasella.
Io quel che volli, presi con la forza
al soldo del francese reggimento.
Nero il mio cuore, in una dura scorza;
perché patire ancora un tal tormento?
Tu mi rifiuti? Allora un rapimento,
se è vero che di nome fo Giordano,
ti porterò con me così lontano
dispersa fra le stelle, la più bella!
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Lei, nobile d’aspetto e di favella
e dalla sua purezza impreziosita,
sciacquava panni al fiume; ed allibita
apprese la terribile novella.
Ebbene, masnadiero, ti sia esempio
quanto vedrai, e quanto sia il mio sdegno;
ché é meglio che del corpo mio sia scempio
che sfiori il vile verme che disdegno,
e questa vita che ebbi, lieta spegno
se in cambio ne ricevo dignità!
Tu non mi avrai; né alcuno più mi avrà!
E guizza giù in un pozzo, miserella.
Il sangue della povera donzella
sgorgato da ogni madida ferita
ancor lo tinge e la violenza addita:
che alcuno dalla mente mai divella.
©
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Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bella ed apprezzata. sf (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis5 agosto 2019
Una bellissima storia descritta con maestria poetica (la ballata) e con tanta dovizia di particolari. Si tratta della graziosa ragazza di nome Gemma, che per non essere preda delle brame cattive di Giordano, preferisce sacrificare la propria vita. Una lirica che esalta la perfezione dello stile ed il contenuto. Degna di plauso.
