Segno indubitabile
Gli steli
d’avena fatua
svuotati
dall’ardore infuocato del sole
fremevano al vento
come
fremeva
il mio cuore.
Mentre
il silenzio
più profondo si faceva
le pieghe
dolorose
della mia coscienza
che
nel titanico sforzo
di scongiurare il maleficio delle Ore
inesorabilmente
dimentica
l’infinità della Pace
da cui
ebbe origine
ad una
ad una
si distendevano.
E
ad ogni pensiero
che
nella mente si spegneva
di converso
l’aspirazione
sentivo montare.
Rannicchiata
tra le braccia del Dio dei Sogni
trepidante attendeva
il segno
indubitabile
il "via libera"
del mio abbandono.
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