Se ora il pianto
Saverio Chiti
2050 poesie pubblicate
+ Segui

A che serve piangere, non serve piangere ancora
casomai e possibile considerare il fuggire di buon’ora
su di un’isola deserta per fare riposare l’anima
laggiù dove ogni cosa è più candida,
alleggerendola da quel nero che cresce dentro
e prende alla gola nel perverso pensiero originato in sé...
A che serve piangere, non serve piangere ancora
per capire ciò che da dentro ogni notte scende ben oltre il buio
senza che nessuno conosca un perché,
ma anche questo è pur sempre amare
è amare la vita che sembra sottrarti ai nuovi orizzonti
fatti invece per essere scoperti assieme.
A che serve piangere, non serve più piangere ancora
eppure qua siamo
mentre le lacrime scendono copiose
aspettando su questa limpida soglia
il momento di rispecchiarsi ancora
In quel che credevamo perduto.
E se adesso io piango, piangerai anche tu?
Se io sorrido, di certo allora sorriderai anche tu
e se invece guardo dentro di te, anche te guarderai in me?
Io che vedo rondini migrare e mi perdo in quel volo
di pensieri lasciati partire
ora che sono solo il ritorno all’amore che fu...
Se ora il pianto non è che un bene rifugio
allora facciamone scorta
poiché l’umano io e pur sempre ligio
a quell’amore che tanto dà di sé
senza chiedere niente in cambio,
nemmeno un perché.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
