Quello strano cofano giallo
Quel
suo strano cofano giallo
sempre più
catturava
il mio sguardo
mentre
con qualche esitazione
lungo
strade tortuose
la guidavo.
Sarà stato
l’odore di olio bruciato
quel volante sottile
che
stringevo tra le mani
il rumore
assordante
del motore
che tutto faceva vibrare
ma d’un tratto
non erano più mie quelle mani
quegli occhi
che
oramai
il Passato contemplavano.
Era
sempre
una calda giornata di sole
ma
insieme a me
nel suo angusto abitacolo
c’erano
i fanciulli
che eravamo stati
e le madri
le nonne
le loro amiche del cuore.
La strada
lenta si dipanava
come tutto
d’altronde
in quel tempo felice
verso
il mare
verso i sogni
di un estate interminabile
di un’infanzia
che
come un fiore
al sole
naturalmente
sbocciava.
E
la Gioia
senza cercarla
dal cuore
agli occhi saliva
su per le narici s’inerpicava
saltellando
senza sosta
sulle labbra vocianti
proiettandosi
festosa
nelle fantasie
più dolci ed inebrianti.
©
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