In scena

Cade la luce
sul sipario del mondo,
occhieggia
ancora un altro spicchio
a bucare il cielo scalzo
del giovane settembre.
Sono andati i suoni
delle notti senza sera,
la morbida aria
vestita a festa,
il tempo dilatato di ore pigre
il sole spalmato
sotto le fronde della quercia.
E certo languore arreso
all’indulgenza del dovere
come di chi sa e non può.
Piangono allora le stelle
e i desideri morti
dietro scie luminose
e gli aborti di pensieri
violati e monchi.
Piangono le labbra
rimaste sole
dietro baci mai dati
nel sapore dimenticato
nell’amarezza scomposta
nell’assoluta infinitudine.
E io qui a cercare ancora
il mio respiro
volato chissà dove
su ali di cera.
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L'autore
Italia
Sono Luciana Latini ho 55 anni e insegno in una Scuola Primaria da più di 36 anni. Fin da piccola ho avuto modo di esprimermi con la recitazione e le rappresentazioni teatrali paesane e amatoriali. Dal 1980 ho ricoperto il ruolo di protagonista femminile nel musical “Forza venite gente” replicato per più di 15 volt
Commenti (1)
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Danilo Tropeano7 settembre 2019
Pur al crepuscolo della calda stagione che non ha donato ciò che agli albori aveva promesso al cuore, la speranza non muore e inseguirà sempre, già negli arenili dimenticati del mese di settembre - ascoltando le stelle - il suo sogno d’Amore. Apprezzatissima poesia. ...

