La grande fuga
Peppe Cassese
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Fuggiva Sciabolino assieme ai colonnelli
sparivano nel fango voraci i tempi belli
col passo d’oca e i piedi battuti e logorati
per far ritorno a casa dispersi e ormai spogliati.
Fuggiva il duce assieme all’orrido alemanno
in cerca disperato ancora di uno scranno
la guerra coi fucili le scarpe di cartone
e tra le righe a sera un’ultima canzone.
Fuggiva il cuore assieme al vento e alla speranza
bruciando dentro il petto la mistica adunanza
tra il prima e il dopo e in tasca le vecchie mille lire
un sogno dentro il letto svuotato da riempire.
Fuggiva il tempo assieme a questa nostra storia
volendo cancellare in fretta la memoria
di un’epoca romana vent’anni apparecchiata
al bivio di una strada deserta e impasticciata.
Fuggivano il coraggio all’alba e i nuovi giorni
con le bandiere adatte al coro dei ritorni
e la paura intatta cambiava solo veste
le ombre in pieno sole a ricordar la peste.
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L'autore
Peppe Cassese
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Commenti (1)
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R
RitaLM11 settembre 2019
Nell’armonia della rima baciata, classica quanto volete ma modernissima in questo caso, l’autore racconta, in modo molto personale, i fatti che accompagnarono l’otto settembre 1943, con ironia e sarcasmo personale, degni di nota e di encomio.
