Inettitudine (sonetto)
Duilio Martino
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Sarà perché dell’inerzia apicale
sembri l’emblema, immaginando tremo
ordinanze esiziali: incontro andremo
- io temo in fretta - alla quiete fatale.
Più propenso al simposio parentale
senza acuti né lampi hai messo al remo
un popolo plagiato e perciò premo
scagliando un verbo tutto pepe e sale.
Si, lo sappiamo: è questione di stima.
Ottenebrato dal lauto potere
vai oltre il peggio e fai che quelli prima
appaiano filantropi o chimere.
Sarai comunque un ospite importante:
alle esequie del borgo... l’officiante.
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L'autore
Duilio Martino
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Molto efficace! Duilio ... (Patrizia Ensoli)
complimenti Duilio sempre bravo S (carla composto)
Condivido (Paola Galli)
Commenti (1)
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carla composto21 settembre 2019
una lirica che condivido in toto una ribellione in righe di poesia che arriva al lettore apprezzata per stile e contenuto

