Dalla foce alla sorgente (sonetto caudato)
Duilio Martino
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Sono tornato ieri e al cimitero
ho fatto sosta – lo faccio ogni volta -
ho portato dei fiori e acceso un cero
a mia moglie che giace qui sepolta.
E, come sempre, in questo luogo austero
l’anima mia è dalla brama avvolta
di visitare amici che ora spero
affollino con gli angeli la volta.
Ho visto Franco, Antonio, Pietro, Nino
poi Angelo e Francesco ed Ugo e Peppe
e Icilio e Mario ed Ettore ed Ernesto;
non ho dimenticato Pasqualino,
Nico, Gianna, Nicola o Pier Giuseppe
stelle perdute, spente troppo presto.
E con lo sguardo mesto
tra i marmi ho camminato: la mia mente
dalla foce è tornata alla sorgente.
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Duilio Martino
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Commenti (2)
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Ausilia Giordano7 febbraio 2020
Bellissimo! I tuoi versi li ha accarezzati tutti. Peccato che non direttamente, ma in cielo hanno certamente gioito del tuo saluto e del tuo affetto. Grazie per questi versi.
Paola Galli6 aprile 2020
Stupende immagini e nella tristezza del momento si sente e si vive una sorta di pace, il ritorno alla sorgente, la vita che va oltre nonostante la morte! Intensamente sentita.


